Conseguenze a lungo termine dell’abuso di alcol
La sindrome di Korsakoff è un disturbo neurologico causato dalla carenza di vitamina B1 (tiamina). Essa viene così denominata in onore di Sergej Korsakoff, primo neuropsichiatra a descriverne i caratteri generali nel 19° secolo. La carenza vitaminica può aver luogo per differenti motivi: malnutrizione ed alcolismo risultano esserne le cause principali, ma possono contribuire disturbi della gravidanza e trattamenti di tipo chemioterapico. La sindrome si presenta con sintomi tipici quali:
- Disturbi di memoria: amnesie che possono essere sia di tipo retrogrado che anterogrado, ossia difficoltà nel recuperare o immagazzinare informazioni.
- Confabulazione: costruzione fantastica di falsi ricordi riferite a situazioni ed avvenimenti irreali, si presenta solitamente nel corso delle prime fasi della malattia come modo per colmare i vuoti di memoria.
- Confusione mentale.
- Instabilità emotiva e cambiamenti di personalità improvvisi.
- Apatia: ovvero riduzione dei comportamenti finalizzati ad uno scopo, dovuto ad una assenza di motivazione.
- Poca partecipazione alle conversazioni.
Gli studi in merito riportano l’esistenza di lesioni cerebrali e segni di atrofia a livello dei nuclei dorsali del talamo, dei corpi mammillari, del diencefalo e dell’ipotalamo, ragione per la quale i processi di memoria risultano essere deficitari. Non di rado tale sindrome può essere associata ad un’altra patologia neurologica conosciuta come encefalopatia di Wernicke, i cui sintomi sono: oftalmoplegia, atassia e confusione mentale. Anch’essa, proprio come la sindrome di Korsakoff insorge a causa di un insufficiente apporto di vitamina B1 (tiamina), ed è diffusa particolarmente tra gli alcolisti e chi ha problemi di malnutrizione.
Negli ultimi anni l’incidenza di tale sindrome è in aumento in Scozia e nei Paesi Bassi, tra le ragioni di tale incremento vi è un abuso sempre maggiore di alcol e una dieta carente. Per la diagnosi sono necessari accertamenti clinici specifici:
- Valutazione fisica per accertare la presenza delle caratteristiche fisiche tipiche della sindrome.
- Valutazione neuropsicologica per approfondire e indagare i sintomi cognitivi.
- Valutazione neuropsichiatrica e neurofisiologica.
Per ridurre l’impatto di tale sindrome è fondamentale conoscere quali sono i fattori di rischio in modo da attuare interventi preventivi adeguati alle esigenze del paziente.
A cura dei Dottori
Donato Essolino
Olimpia Criscuolo
Francesca Basilicata
Noemi Braccini