After Life
Partiamo da un semplice titolo di una serie tv, “After Life”, per affrontare un tema delicato ma allo stesso tempo scomodo e difficile: la morte e le diverse fasi di elaborazione del lutto.
Nella serie il protagonista Tony, interpretato magistralmente dall’attore britannico Ricky Gervais, perde la compagna a causa di un cancro e, dopo la morte di quest’ultima, inizia a mostrare le diverse fasi del lutto attraverso momenti fortemente drammatici intervallati dall’ironia e dal sarcasmo spiazzante che lo contraddistinguono. La serie, infatti, descrive i momenti di semplice quotidianità e di come Tony riesce a volte ad affrontarli, mentre altre rimane bloccato nel baratro del passato.
Nella serie sono descritte le 5 diverse fasi del lutto di E. Kubler-Ross:
- Rifiuto: quando si apprende la notizia della perdita di una persona cara spesso si entra in uno stato di shock e incredulità. Molte volte, infatti, si tende a non realizzare l’accaduto, ritenendo che l’informazione data non è reale, si cerca di distaccarsi dalla realtà poiché si rifiuta l’idea di non poter avere più contatti con quella persona.
- Rabbia: superata la fase di negazione, si tende a provare emozioni molto forti come rabbia e paura. Questa reazione è molto importante perché permette di uscire da uno stato di apatia generato dalla negazione, ma anche perché in questo momento si può realizzare l’idea di aver bisogno di aiuto.
- Negoziazione: superata la fase di rabbia, si inizia a sentire il bisogno di mediare alle proprie sofferenze, si cerca di riprendere in mano la propria vita cercando di ritornare ad una normalità. Il lutto in questa fase non è ancora del tutto superato ed infatti si presenta un susseguirsi di momenti più stabili ed altri più incerti e complessi;
- Depressione: in questa fase la consapevolezza della perdita è molto forte e più concreta, il dolore risulta essere ancora molto forte e presente;
- Accettazione: in questa fase finale l’angoscia lascia spazio alla consapevolezza di quanto accaduto. Il ricordo e la nostalgia della persona persa si stabilizzano in modo da lasciare spazio al processo che può risultare lungo e doloroso, ma la consapevolezza di quello che si sta vivendo è fondamentale poiché aiuta ad affrontare al meglio la situazione stessa.
Il dolore è una risposta naturale che si ha quando si perde qualcuno di importante per la propria vita. La sofferenza che si prova in quel momento può risultare opprimente e può far sorgere emozioni e vissuti molto importanti e difficili, e spesso queste possono spaventare, ma in realtà sono del tutto nomali, dato che fanno parte del vissuto della persona.
Il dolore è il principale motore per elaborare al meglio il lutto, ma bisogna essere capaci di trasformarlo in parola, prendere consapevolezza di questo sentimento e farne chiarezza, perché se non riusciamo ad esternarlo si rischia di peggiorare lo status.
Il lutto, infatti, può in alcuni casi diventare una condizione patologica se tutte le fasi non vengono superate con successo. In questo caso si parla di lutto patologico o complicato.
Le persone che sperimentano il lutto complicato spesso sono intrappolate in sintomi che finiscono per diventare il punto focale della propria esistenza e che rende al quanto complesso riuscire a concentrarsi su tutto il resto della propria vita.
“Beh, la vita è preziosa perché non puoi vederla ancora. Puoi credere nell’aldilà, se ti fa sentire meglio, ma non è detto che esista. Ma quando capisci che non sei qui per sempre, è quello che rende la nostra vita così magica. Un giorno farai il tuo ultimo pasto, annuserai il tuo ultimo fiore e abbraccerai un amico per l’ultima volta. Non puoi sapere che è l’ultima, ecco perché devi fare tutto quello che ami con passione. Capisci? Fa’ tesoro dei pochi anni che hai, perché non c’è nient’altro.”
Tony (Ricky Gervais)
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