La balbuzie, o anche chiamata disritmia locutoria, è un disordine della fluenza verbale e consiste in un’interruzione involontaria del normale flusso del linguaggio, questa interruzione è di origine emozionale. I primi sintomi vengono solitamente osservati nei primi anni di vita (fra i tre e i cinque anni), subito dopo che lo sviluppo linguistico è cominciato. Il bambino balbuziente, pur sapendo ciò che vuole esprimere, non riesce a farlo fluentemente a causa di una ripetizione, di un prolungamento o di una interruzione nella emissione delle sillabe. Inoltre, la balbuzie può essere accompagnata da una serie di tic (movimenti ticcosi) in varie zone del corpo, soprattutto gli occhi, il collo, le spalle e le mani.
Frequentemente il fenomeno della balbuzie si manifesta in età scolare e con percentuale maggiore nelle aree urbane rispetto a quelle rurali (circa l’1% sulla popolazione scolastica totale al di sotto dei 14 anni). La balbuzie finisce per compromettere significativamente la comunicazione e di conseguenza lo sviluppo sociale in quanto si manifesta sempre in presenza di un interlocutore e quindi nel contesto dell’interazione verbale. Per quanto riguarda l’eziopatogenesi della balbuzie, essa appare abbastanza complessa e basata principalmente su due teorie: una di tipo organicista e una di tipo psicologico. L’orientamento organicista individua la correlazione tra balbuzie, difficoltà nello sviluppo psicomotorio e deficit nell’associazione uditivo-vocale. Invece, le teorie di tipo psicologico sottolineano la connessione con i tratti di personalità quali la passività, l’introversione, l’ansia, l’aggressività e l’impulsività.
Il disturbo appare intorno ad alcune fasi critiche dello sviluppo, ad esempio: quando il bambino sta organizzando il proprio linguaggio e quando deve prendere contatto con le regole sociali e dell’istruzione. La balbuzie si accentua soprattutto nei momenti di tensione e si attenua nei momenti più tranquilli. Infatti, per i bambini l’incontro con persone nuove, l’entrata a scuola, lo stress subito da pesanti situazioni familiari ed un ambiente ansiogeno possono determinare la balbuzie.
Le famiglie dei bambini con balbuzie tendono al perfezionismo: richiedono al figlio prestazioni elevate in ogni area di sviluppo, soprattutto in quella linguistica e cognitiva. Infatti un’eccessiva attenzione verso l’espressione verbale del soggetto da parte dei genitori o anche dell’insegnante può indurre nel bambino esitazione e timore, sentendosi continuamente giudicato, sotto controllo e insicuro. Tutto ciò può rinforzare l’atteggiamento di controllo da parte degli adulti, determinando in tal modo un circolo vizioso in grado di creare ed alimentare il sintomo. Tale sintomo talvolta può scomparire se invece i genitori ed insegnanti tendono a minimizzare il sintomo. Spesso la balbuzie diminuisce notevolmente se il soggetto parla da solo o si rivolge ad essere inanimati o ad animali, dimostrando quanto sia fondamentale l’elemento psicologico.
È importante sapere che i bambini balbuzienti sono spesso insicuri, ansiosi, iperemotivi e preoccupati durante le situazioni sociali.
A cura di Dott.ssa Claudia Apuzzo, Dott.ssa Noemi Braccini, Dott.ssa Olimpia Criscuolo, Dott. Donato Essolino.