Una finestra sul mondo interiore del bambino
Il disegno rappresenta un importante canale per esprimere le proprie emozioni, e questo vale soprattutto per i più piccoli. Infatti, esso non rappresenta soltanto una modalità di gioco o un’attività costruttiva, ma anche una forma di espressione e comunicazione. In quest’ottica, il disegno infantile è un ottimo strumento per conoscere il mondo interiore dei bambini e il loro sviluppo mentale, a partire dall’età dei 3 anni. I disegni dei bambini infatti possono essere analizzati da uno psicologo dell’infanzia e rappresentano un vero e proprio strumento di indagine clinica. Tramite l’interpretazione dei disegni è possibile avere informazioni sulle caratteristiche individuali e comportamentali del bambino, avere una comprensione dei suoi stati d’animo e cogliere momenti di disagio che sta vivendo, per poi fornire un eventuale sostegno adeguato. I disegni infantili vengono solitamente analizzati sia nella loro globalità che in base a delle caratteristiche specifiche, quali ad esempio tratto, colore e soggetti raffigurati.
Nell’interpretazione, innanzitutto viene osservato il disegno nel suo insieme, valutando se appare armonico o confuso.
In merito invece alle caratteristiche grafiche specifiche, se il tratto della matita o della penna appare troppo pesante, o se il bambino lascia un solco sul foglio, ciò potrebbe indicare un disagio del piccolo, un suo bisogno di essere riconosciuto e/o anche una quota di aggressività. Un tratto spezzettato invece potrebbe indicare uno stato di confusione: il bambino non riesce a dipanare un filo logico che gli permetta di realizzare ciò che desidera e sente di voler fare. I bimbi balbuzienti ad esempio fanno spesso disegni di questo tipo. In questi due casi, è sicuramente necessario fermarsi a parlare con dolcezza e delicatezza e cercare di aiutare il bambino a esprimere il suo malessere.
In merito al colore, anche qui la prima cosa che va notata è la forza della matita e/o del pennarello e se il tratto del colore sia frammentato. A volte infatti un colore impresso in modo forte e confuso sul foglio indica ansia e paura. I colori da osservare maggiormente in quanto più informativi sono il rosso, il grigio e il nero. Se per esempio il rosso è molto calcato e abbondante, ciò evidenzia sentimenti aggressivi. Il grigio è un colore neutro ma se presente in tutti i disegni, o in grandi spazi in uno stesso disegno, potrebbe indicare sentimenti di tristezza del bambino. Il nero invece, rappresenta la paura, l’angoscia, qualcosa che non si vuole dire. Una distinzione in merito ai colori può essere fatta anche tra colori caldi e freddi: i caldi, come giallo e arancione, possono indicare curiosità ed estroversione; i freddi, come azzurro e viola, possono indicare timidezza, introversione e razionalità. In merito ai soggetti disegnati, i bambini tendono a disegnare soggetti provenienti dalla loro quotidianità e ciò che è importante per loro: persone, animali, piante, case.Uno dei disegni maggiormente raffigurati dai bambini è la famiglia. Il disegno della famiglia può dire molto, infatti è anche un test proiettivo- grafico con cui indagare la visione del bambino sulla propria famiglia. In genere, il membro della famiglia disegnato per primo è quello più valorizzato dal bambino, mentre un familiare disegnato in disparte può indicare la difficoltà del bambino di comunicare con lui o di stabilire un legame. Un bambino che invece si rifiuta di disegnare la famiglia, indica uno stato di disagio o di sofferenza che il piccolo vive all’interno del sistema familiare. Oltre a queste interpretazioni “di base”, è necessario ovviamente che i disegni dei bambini, in una chiave valutativa-clinica, vengano valutati e analizzati da uno psicologo esperto del settore infantile, il quale possiede gli strumenti conoscitivi ed esperenziali necessari per ricavare informazioni sulla personalità e sullo sviluppo del bambino.
                                                       
                                                                                                   

A cura delle Dott.sse Apuzzo Claudia, Basilicata Francesca, Criscuolo Olimpia, Daddio Elisa


Il disegno rappresenta un importante canale per esprimere le proprie emozioni, e questo vale soprattutto per i più piccoli. Infatti, esso non rappresenta soltanto una modalità di gioco o un’attività costruttiva, ma anche una forma di espressione e comunicazione. In quest’ottica, il disegno infantile è un ottimo strumento per conoscere il mondo interiore dei bambini e il loro sviluppo mentale, a partire dall’età dei 3 anni. I disegni dei bambini infatti possono essere analizzati da uno psicologo dell’infanzia e rappresentano un vero e proprio strumento di indagine clinica. Tramite l’interpretazione dei disegni è possibile avere informazioni sulle caratteristiche individuali e comportamentali del bambino, avere una comprensione dei suoi stati d’animo e cogliere momenti di disagio che sta vivendo, per poi fornire un eventuale sostegno adeguato. I disegni infantili vengono solitamente analizzati sia nella loro globalità che in base a delle caratteristiche specifiche, quali ad esempio tratto, colore e soggetti raffigurati.
Nell’interpretazione, innanzitutto viene osservato il disegno nel suo insieme, valutando se appare armonico o confuso.
In merito invece alle caratteristiche grafiche specifiche, se il tratto della matita o della penna appare troppo pesante, o se il bambino lascia un solco sul foglio, ciò potrebbe indicare un disagio del piccolo, un suo bisogno di essere riconosciuto e/o anche una quota di aggressività. Un tratto spezzettato invece potrebbe indicare uno stato di confusione: il bambino non riesce a dipanare un filo logico che gli permetta di realizzare ciò che desidera e sente di voler fare. I bimbi balbuzienti ad esempio fanno spesso disegni di questo tipo. In questi due casi, è sicuramente necessario fermarsi a parlare con dolcezza e delicatezza e cercare di aiutare il bambino a esprimere il suo malessere.
In merito al colore, anche qui la prima cosa che va notata è la forza della matita e/o del pennarello e se il tratto del colore sia frammentato. A volte infatti un colore impresso in modo forte e confuso sul foglio indica ansia e paura. I colori da osservare maggiormente in quanto più informativi sono il rosso, il grigio e il nero. Se per esempio il rosso è molto calcato e abbondante, ciò evidenzia sentimenti aggressivi. Il grigio è un colore neutro ma se presente in tutti i disegni, o in grandi spazi in uno stesso disegno, potrebbe indicare sentimenti di tristezza del bambino. Il nero invece, rappresenta la paura, l’angoscia, qualcosa che non si vuole dire. Una distinzione in merito ai colori può essere fatta anche tra colori caldi e freddi: i caldi, come giallo e arancione, possono indicare curiosità ed estroversione; i freddi, come azzurro e viola, possono indicare timidezza, introversione e razionalità. In merito ai soggetti disegnati, i bambini tendono a disegnare soggetti provenienti dalla loro quotidianità e ciò che è importante per loro: persone, animali, piante, case.Uno dei disegni maggiormente raffigurati dai bambini è la famiglia. Il disegno della famiglia può dire molto, infatti è anche un test proiettivo- grafico con cui indagare la visione del bambino sulla propria famiglia. In genere, il membro della famiglia disegnato per primo è quello più valorizzato dal bambino, mentre un familiare disegnato in disparte può indicare la difficoltà del bambino di comunicare con lui o di stabilire un legame. Un bambino che invece si rifiuta di disegnare la famiglia, indica uno stato di disagio o di sofferenza che il piccolo vive all’interno del sistema familiare. Oltre a queste interpretazioni “di base”, è necessario ovviamente che i disegni dei bambini, in una chiave valutativa-clinica, vengano valutati e analizzati da uno psicologo esperto del settore infantile, il quale possiede gli strumenti conoscitivi ed esperenziali necessari per ricavare informazioni sulla personalità e sullo sviluppo del bambino.
                                                       
                                                                                                   

A cura delle Dott.sse Apuzzo Claudia, Basilicata Francesca, Criscuolo Olimpia, Daddio Elisa