“Il senso di colpa: origine, conseguenze, studi condotti in merito e come fronteggiare i possibili risvolti psicologici”
Il Senso di Colpa viene definito dalla psicologia generale come un’emozione complessa poiché si sviluppa successivamente alle cosiddette emozioni primarie, come paura e rabbia, che sono presenti fin dalla nascita. La capacità di percepire il senso di colpa si acquisisce gradualmente dall’infanzia all’adolescenza.
La letteratura evidenzia la distinzione tra due tipologie di senso di colpa, che si rifanno a due differenti tradizioni: intrapsichica e interpersonale (Couymdijan et al. 2008).
La tradizione intrapsichica ritiene che il senso di colpa nasca della trasgressione dei comandamenti dell’autorità morale, comandamenti che sono progressivamente introiettati nel corso dello sviluppo del bambino, fino a costituire, ad esempio, quello che per Freud era il Super io, una delle strutture fondamentali della psiche. Il senso di colpa, dunque, sarebbe l’espressione di un conflitto tra norme morali introiettate e azioni dell’individuo. In questo caso il senso di colpa avrebbe la funzione di prevenire i conflitti reali con l’autorità morale, traducendoli in conflitti interni tra gli istinti potenzialmente antisociali, aggressivi e sessuali e il super Io, cioè l’autorità morale interiorizzata.
Nella seconda tradizione, quella interpersonale, il senso di colpa nascerebbe dalla consapevolezza di aver danneggiato ingiustificatamente l’altro o, in senso più generale, dal non essersi comportati in modo altruistico. In questo caso il senso di colpa orienta alla riparazione del danno causato e all’espressione di sentimenti e di atteggiamenti verso la vittima. La funzione evolutiva è, plausibilmente, il mantenimento del reciproco altruismo (Trivers, R.L., 1971). Il senso di colpa, in quest’ottica svolge la funzione di motivare le persone a compensare e a reciprocare, e aiuta dunque a prevenire rotture nelle relazioni. Da questo punto di vista può essere considerata un’emozione positiva, collegata all’altruismo e all’empatia.
Di fatto, all’interno delle relazioni umane, la possibilità di provare la colpa si lega essenzialmente alle capacità empatiche di ognuno di noi. Per fare un esempio, nel momento in cui ci accorgiamo di aver procurato del dolore fisico o emotivo ad un’altra persona sperimentiamo il senso di colpa, che si traduce in una sensazione fisica spiacevole unitamente all’auto-attribuzione di responsabilità del dolore dell’altro. Dunque, da quanto descritto, è possibile delineare più nel dettaglio quelle che sono le funzioni principali che la colpa assume in un contesto relazionale:
- Una prima funzione, fa certamente riferimento alla possibilità di rinforzare le relazioni tra le persone, riducendo i comportamenti che danneggiano o non considerano il valore degli altri. In un certo senso, la colpa è una delle maggiori motivazioni che ci spinge a porre attenzione ai sentimenti delle persone a cui siamo legati.
- Nel contesto relazione la colpa ha una funzione riparativa. Infatti, grazie alla possibilità di provare il senso di colpa, siamo in grado di ristabilire un certo equilibrio all’interno della relazione nel momento in cui ci accorgiamo che abbiamo messo l’altra persona in una posizione di “vittima” dei nostri comportamenti.
- Infine, fortemente connesso con quanto appena affermato, la possibilità di esprimere e comunicare il sentimento di colpa all’altra persona è la chiave per la riparazione del danno inflitto, e sopratutto il motore per l’evoluzione della relazione stessa.
Nella psicopatologia generale, il sentimento del senso di colpa caratterizza diversi disturbi, sia come mancanza di rimorso o colpa (come, ad esempio, nel disturbo di Personalità Antisociale), sia nella direzione tendenza all’auto-rammarico (il caso più classico è quello della Depressione), o ancora, nel caso del Disturbo Ossessivo Compulsivo in cui il ruolo della colpa riveste una posizione centrale. In questi casi, il senso di colpa può diventare un’emozione costante, che assume la forma del rimurginio mentale, e che sa facilmente trasformarsi in un tormento interiore. In tali situazioni, la persona resta purtroppo incastrata in un continuo processo di autocolpevolizzazione, che genera talvolta sentimenti di ansia, rabbia, angoscia e disgusto verso di sé.
Accogliere queste emozioni e tutto ciò che ne comporta è un primo passo importante per fronteggiare i sentimenti di colpa. La giusta apertura a questi vissuti emotivi è fondamentale per poi eventualmente cercare di chiarire ed esplorare le motivazioni che sono la causa reale del moto interiore. Il riconoscere da dove proviene il senso di colpa è utile ad accettare uno stato di colpevolezza nei confronti dell’altro e di conseguenza l’impossibilità di cambiare gli eventi, punto cruciale per poter agire su quello che è invece modificabile come la richiesta di scuse sincere. Tuttavia, è bene sottolineare che il passo più importante per fronteggiare il senso di colpa è l’accettazione della propria fallibilità. La capacità di perdonare se stessi in quanto esseri umani imperfetti e che commettono errori, non è solo una chiave di accesso al superamento dei sentimenti negativi connessi alla colpa ma anche alla consapevolezza che ne deriva. Difatti, il vissuto emotivo del senso di colpa può diventare il monito per evitare di ricadere nello stesso errore in futuro. Quanto appena descritto, tuttavia, appiattisce quelle che sono le differenze individuali e le reazioni emotive più o meno prevedibili al vissuto di colpa. A tal proposito, nei casi in cui non si è in grado da soli di gestire questi sentimenti o qualora essi diventino invalidanti nella quotidianità è fondamentale considerare la necessità di iniziare un percorso terapeutico. Una buona psicoterapia è utile al fine di riacquisire il valore e l’autostima personali che il senso di colpa ha inevitabilmente compromesso.
Affatato Aurora
Apuzzo Claudia
Basilicata Francesca
Criscuolo Olimpia
D’Addio Elisa
De Filippo Martina
Verdoliva Sara