La dipendenza affettiva fa parte delle cosiddette “New Addictions” o “dipendenze comportamentali”, chiamate così poiché non vedono coinvolta alcuna sostanza chimica, l’oggetto di queste dipendenze infatti è un comportamento o un’attività lecita e socialmente accettata.

La dipendenza affettiva sembra una patologia declinata soprattutto al femminile: il 99% dei soggetti dipendenti affettivi è di sesso femminile con fascia di età variabile dalla post-adolescenza fino all’età adulta. Esistono tuttavia anche casi di dipendenza affettiva, aventi caratteristiche e manifestazioni comportamentali lievemente diverse.

Ci sono alcuni fattori predisponenti che accomunano tutte queste donne indipendentemente dall’età:

  • Provenienza da famiglie problematiche (abusi sessuali, maltrattamenti fisici o psicologici, storia di alcolismo, bulimia o altre dipendenze nei genitori) nelle quali sono cresciute sviluppando un profondo e radicato vissuto di inadeguatezza ed indegnità personale
  • Separazione o divorzio
  • Scarsa autostima
  • Bisogno di conferme

La Dipendenza Affettiva allora diventa una TENTATA SOLUZIONE alla sofferenza.

Attraverso l’identificazione con il partner, le persone dipendenti cercano di salvare se stessi e colmare le proprie carenze affettive. Nella vita di coppia si riattribuiscono, più o meno inconsapevolmente, un ruolo simile a quello vissuto con i genitori, nel tentativo di cambiare il finale. L’assenza della possibilità di sperimentare una sensazione di sicurezza nell’infanzia genera il bisogno di controllare l’altro, nascosto dietro un’apparente tendenza all’aiuto. Queste personalità insicure incorrono nel rischio di ritrovarsi in relazione con  personalità narcisistiche e manipolatorie. Quando queste due tipologie di personalità si incontrano, iniziano una danza estremamente pericolosa e coinvolgente. Entrambe hanno bisogno fondamentalmente l’una dell’altra. La parte narcisistica necessita di controllare, e divenire il burattinaio che tira le fila del proprio spettacolo. La parte insicura di avere qualcuno vicino che lo protegga e gli dia validazione ad ogni costo. E per tanto seppur controllante meglio assieme a qualcuno piuttosto che soli.

Nel cercare di mantenere l’oggetto della dipendenza, il soggetto sviluppa una serie di sintomi che coinvolgono 4 aspetti:

  1. Cognitivi: pensiero costantemente rivolto sull’oggetto d’amore, difficoltà di concentrazione, ossessività nel pensiero, le altre persone sono viste come un intralcio o minacce al legame d’amore, tendenza a sovrastimare i segnali di conferma e a sottostimare quelli di disconferma.
  2. Emotivi: continuo senso di ansia, stato di allarme o pericolo; rapido cambiamento di umore, sentimenti di vuoto e mancanza di senso, emozioni sempre in balia dell’oggetto d’amore.
  3. Comportamentali: possiamo trovare facilmente assenza di amor proprio, poche o nessuna frequentazione esterna alla coppia, comportamenti compulsivi, incapacità di prendere decisioni
  4. Psichici: disturbi del sonno, ansia, paura di perdere il controllo, alterazioni del tono dell’umore, perdita del senso della realtà.

Come per chi è dipendente da sostanze, per uscire fuori dalla dipendenza affettiva è necessario un periodo di recupero. Il recupero è un processo di ripresa del controllo sulla propria vita, in seguito ad un periodo di dipendenza.

Innanzitutto occorre ammettere di essere vulnerabili o da soli o con l’aiuto di qualcuno ed iniziare a prendersi cura di sé.  Per il dipendente affettivo prendersi cura di sé è un rischio, perché in questi momenti l’altro potrebbe scappare o abbandonarlo.

Il secondo passo è il cosiddetto “no contact”: una strategia di autoprotezione dall’abuso affettivo: serve a prendere le distanze. Nella pratica consiste in una serie di accorgimenti che aiutano una persona a separarsi. Le regole del no contact prevedono una totale interruzione delle comunicazioni per almeno 21 giorni, in modo da creare lo spazio mentale necessario per ricreare per sé una vita in cui si è al primo posto.

Infine ripartire da se stessi e riacquistare l’autonomia, andando a cercare nel proprio intimo quello che disperatamente si cerca fuori. È importante un dialogo col proprio io ridefinendo valori, convinzioni e comportamenti al fine di esperire relazioni sane.

Fonti:

Marika Perli. Psicologa, Psicoterapeuta e Criminologa

https://www.psicoterapiapersona.it/dipendenza-affettiva/

https://sessuologa-montesacro.it/dipendenza-affettiva-roma/

http://www.vivianarusso.it/blog/disturbo-dipendente-di-personalità-e-dipendenza-affettiva

https://www.lopsicologoonline.it/no-contact-funziona/

https://www.istitutodipsicopatologia.it/di-cosa-ci-occupiamo/la-dipendenza-affettiva/

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