
PENSIERI INTRUSIVI.
È possibile gestirli e se fossimo noi a trattenerli?
Ognuno di noi ha una percezione soggettiva della realtà e del mondo circostante: si tratta di rappresentazioni mentali circa il modo di vedere sé stessi, le proprie competenze, gli altri.
I pensieri hanno un importante impatto sulla nostra psiche; positivi o negativi che siano, definiscono la complessa somma delle attività celebrali.
Gli esseri umani pensano molto velocemente; alcuni pensieri sono razionali, sensati, utili, altri, invece, possono essere disfunzionali, irrazionali e sfuggire al nostro controllo, spaventandoci.
Quando sopraggiunge un pensiero intrusivo, in modo del tutto inconsapevole e senza alcuna motivazione, ecco che il soggetto preso dall’emozione comincia ad interrogarsi su molte domande del tipo: “Perché mi viene da pensare ciò?” “Non è normale pensare a questo”, “Solo io penso codesta cosa, quindi, ho un problema”.
Essenzialmente, quando ci sono questi flussi di pensiero, l’individuo ha l’esigenza e la necessità di bloccarli, formulando un giudizio e un’osservazione su quanto accaduto.
In realtà, più la persona si sofferma su questi pensieri più il pensiero si carica di realtà: si stimolano le emozioni, il cervello attiva nuove connessioni e si strutturano nuovi comportamenti finalizzati a “salvarsi dalla paura” del pensiero realistico.
Solitamente, i contenuti di pensiero possono essere di tipo violento (in questo caso gli individui temono per la loro salute e per la salute degli altri), sessuale, relazionale (per esempio timori infondati su dei possibili tradimenti), religioso.
Quindi, come gestire i pensieri intrusivi? Sostanzialmente, è importante soffermarsi sulla circostanza che i contenuti di questi pensieri possono essere messi in discussione per testarne l’effettiva veridicità.
Ciò è possibile se:
si riesce a considerarli eventi mentali che, seppure credibili, non sono elementi fisici e non rispecchiano una realtà assoluta, ma rimangono pur sempre esperienze interne;
se non li giudicassimo e non reagissimo ad essi con lo scopo di contrastarli a tutti i costi.
Forse, allora, potremmo darci la possibilità di “distaccarci consapevolmente”, di aprirci a nuove forme di esperienza. Il cervello, attraverso eventi ripetuti nel tempo, ingloba, anche un pensiero che può essere definito un’esperienza.
Infatti, ogni qualvolta formuliamo un pensiero nella nostra mente si creano delle connessioni e si conferisce a quel pensiero un significato.
Con la ristrutturazione cognitiva possiamo comprendere un pensiero dandogli una nuova chiave di lettura, con conseguente modifica degli stati d’animo annessi. Alcune persone hanno, talvolta, delle idee negative su sé stesse.
Queste idee, se persistono, possono avere un importante impatto sulla percezione del medesimo: se si radicano nell’individuo, egli inizierà percepirsi in veste peggiorativa influenzando le aspettative future.
Esempio pratico: se l’individuo crede di essere una persona totalmente incapace, tenderà ad agire nel mondo con tale rappresentazione come una sorta di previsione che si auto avvera.
Predizione ed evento sono in un rapporto circolare, secondo il quale la predizione genera l’evento e l’evento verifica la predizione, innescando un circolo vizioso che se non si interrompe non avrà mai fine.
Di fondamentale importanza è la differenza che intercorre tra “il cosa” pensiamo e “il come” reagiamo ai nostri pensieri e come ci relazioniamo ad essi. Fare questo significa praticare la metacognizione.
Con questo termine, si intende la capacità di riuscire a monitorare le esperienze interne cognitive ed emotive, identificare e dare voce al proprio stato d’animo: un conto è dire “tristezza” da un altro conto è dire “mi sento triste”. Sarebbe indispensabile, se questi pensieri occupassero l’intero arco della giornata, optare per un trattamento psicoterapico.
L’importanza della terapia cognitivo comportamentale, consiste nell’aiutare il paziente a riconoscere i pensieri, differenziandolo tra pensieri funzionali e disfunzionali.
Sommariamente, per gestire questi pensieri intrusivi, bisogna diventare consapevoli del pensiero stesso e spostare l’attenzione attraverso la concentrazione; utile a questo proposito, sono le tecniche di mindfulness. Attraverso di essa, si presta attenzione al presente, nel qui e ora, in maniera distaccata e oggettiva.
A cura della
Dott.ssa Laura Viscusi
Con la supervisione del:
TCE Therapy Center Corsi e Formazione
e
Dott. Elpidio Cecere
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