
BAMBINI: GIOCARE È UNA COSA SERIA
L’importanza del gioco nella crescita dei bambini
Il termine gioco deriva dal latino “ludus” ed indica qualsiasi attività singola o collettiva a cui si dedichino bambini e adulti per passatempo o svago. Il gioco è libero divertimento, un momento di leggerezza e spensieratezza e per far sì che ciò accada deve essere volontario e intrinsecamente motivato.
La psicologia si è interessata molto al fenomeno del gioco, soprattutto al gioco nella prima infanzia. Basti pensare a Freud, il quale sosteneva che il gioco garantisce il corretto equilibrio del bambino. Anche altri autori come Winnicott, Klein e Piaget hanno ritenuto il gioco fondamentale nella crescita dei bambini.
A livello cognitivo, il gioco favorisce lo sviluppo della memoria, dell’attenzione, migliora la concentrazione e la capacità di relazionarsi con gli altri. Il gioco insegna le abilità sociali, permette di controllare le emozioni negative e forti come la paura e la rabbia.
I bambini giocando in gruppo sperimentano la collera, l’ira e il dispiacere; inoltre imparano a gestire le loro emozioni in rapporto con gli altri. Attraverso il gioco i bambini acquisiscono i valori tipici della società a cui appartengono e imparano a sentirsi responsabili per gli altri oltre che per sé stessi.
Anche il gioco individuale è fondamentale per la crescita dei piccoli, poiché permette all’infante di sviluppare abilità motorie, una corretta stimolazione sensoriale e la coordinazione oculo manuale. Il gioco è importante anche nello sviluppo della motricità relativa a posture ed equilibrio, alla percezione e alla psicomotricità.
La scelta libera dei giochi è data dalla tendenza dei bambini a osservare le attività degli adulti. Molto spesso, infatti, vediamo bambini simulare le attività quotidiane svolte dai genitori come cucinare, guidare o parlare al cellulare.
I bambini imparano osservando, esplorando e simulando attraverso il gioco e il divertimento senza accorgersi che stanno formando mattone dopo mattone le basi di futuri adulti capaci e preparati.
È importante che i bambini vengano lasciati liberi di scegliere, liberi di sbagliare e liberi di dar sfogo alla loro creatività. Il mondo dei giochi è, appunto, definito la palestra per imparare a diventare adulti.
Per un bambino, giocare significa anche provare a spingersi un pochino oltre… significa imparare a controllarsi e a mettersi nei panni altrui. Invero, il gioco di gruppo implica anche una serie di contrattazioni e compromessi oltre al rispetto dei bisogni e desideri altrui.
La teoria del gioco come esercizio è condivisa da molti ricercatori, in particolare dal filosofo Karl Groos il quale sosteneva che il gioco è nato per selezione naturale come mezzo per permettere agli animali di esercitare le abilità necessarie a sopravvivere e a riprodursi.
Ciò spiega, anche, perché gli animali giovani proprio come gli esseri umani giocano di più di quelli adulti. Gli etologi, inoltre, sostengono che il gioco negli animali ha lo scopo di aiutare i cuccioli a gestire emotivamente situazioni di emergenza: i giovani mammiferi come i piccoli umani si calano più volte e di proposito in situazioni di pericolo.
A seconda della specie, appunto, saltano, corrono, si lanciano fino a raggiungere il picco più alto della paura che riescono a tollerare, imparando a gestirla. Alcuni ricercatori hanno allevato dei ratti per studiare il comportamento degli animali privati del gioco.
Il risultato è stato che, una volta cresciuti, gli animali risultavano avere delle compromissioni a livello emotivo e se inseriti in un ambiente pericoloso e sconosciuto si immobilizzavano e non riuscivano a superare la paura.
Questo ci fa riflettere sulla nostra società attuale: i bambini non hanno più tempo per giocare tra loro, gli adulti li hanno privati di quella libertà aumentando il tempo dedicato allo studio e alle attività extrascolastiche.
Spesso, i genitori organizzano cosi dettagliatamente le vite dei loro figli da non lasciare spazio alla creatività, all’opportunità di scoprire e di immergersi completamente in attività che li divertano veramente. I programmi e gli orari della vita frenetica delle nuove generazioni impediscono a loro stessi di coltivare qualsiasi interesse in modo creativo e personale.
Gli sport gestiti dagli adulti hanno tolto il posto a quelli improvvisati con le poche cose che si avevamo a disposizione.
Per di più, le paure degli adulti hanno spinto sempre di più i bambini ad aver timore di fare nuove esperienze, di sbagliare e di inseguire i loro sogni; ciò, soprattutto, a causa una drastica riduzione delle opportunità di esplorare e divertirsi.
Privare i bambini del gioco è sbagliato. Il gioco è fondamentale per la crescita personale di ognuno di noi: impariamo a valorizzarlo e ad utilizzarlo.
Due cose mantengono vive le creature: il letto e il giuoco; perché l’uno è refrigerio de le fatiche e l’altro ricreazione de i fastidi. (Pietro Aretino)
A cura della
Dott.ssa Anna Alberico
Con la supervisione del
TCE Therapy Center Corsi e Formazione
e
Dott. Elpidio Cecere
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