
LE ASPETTATIVE
Quando l’attesa mista a speranza può essere positiva o negativa
L’idea di ciò che le persone pensano di noi, le loro aspettative sui nostri successi o fallimenti, possano in qualche modo influenzare ciò che facciamo. Non è molto confortante, vero?
Sicuramente è più semplice e rassicurante pensare di essere i soli artefici del nostro destino ossia di essere gli unici in grado di determinarci in quello che siamo. Nonostante quest’ultima affermazione possa essere considerata una massima è risaputo che, nella realtà, non è proprio così che funzionano le cose.
Mi spiego meglio.
Fin da quando nasciamo, siamo circondati da persone con delle aspettative nei nostri confronti: i nostri genitori a casa, gli insegnanti a scuola, il nostro capo al lavoro. Esse possono essere positive o negative e più o meno esplicite: inevitabilmente, che ci piaccia oppure no, avranno un’influenza su di noi.
In Psicologia, questo fenomeno dell’aspettativa è conosciuto, da tempo, come Effetto Pigmalione o Effetto Rosenthal. Robert Rosenthal, infatti, condusse in merito uno degli esperimenti, ad oggi, più conosciuti nell’ambito della psicologia sociale.
In parole molto semplici, Rosenthal decise di condurre l’esperimento in una scuola elementare. Insieme al suo gruppo di ricerca, sottopose i bambini di questo istituto ad un test psicologico che avrebbe indicato quelli con margini di miglioramento intellettivo più elevato rispetto agli altri misurandone anche il quoziente intellettivo (QI).
Dopodiché, lo psicologo consegnò alle maestre la lista dei bambini che avevano presentato i punteggi più elevati e che, quindi, erano stati individuati come i più dotati.
Ad essa, aggiunse l’esplicita indicazione di trattare tutti i bambini sempre allo stesso modo. Quello che però le maestre non sapevano è che la lista dei bambini più dotati era stata stilata in modo del tutto casuale: non era, quindi, affatto vero che quelli sulla lista erano i bambini intellettualmente più dotati della scuola.
Un anno dopo Rosenthal tornò nella stessa scuola e misurò di nuovo il QI di tutti i bambini. Sorprendentemente, egli notò che i bambini che le maestre credevano essere i più intelligenti, effettivamente, erano migliorati rispetto agli altri.
Cosa poteva significare questo risultato? Nonostante l’esplicita richiesta di trattare tutti i bambini allo stesso modo, le maestre, inevitabilmente e in modo del tutto inconscio, avevano “trattato” quelli che loro credevano più intelligenti in maniera dissimile.
Ciò indica che le aspettative positive delle maestre su un certo gruppo di bambini avevano avuto un’influenza a tal punto positiva da indurli a potenziarsi quanto loro si aspettavano che migliorassero.
Ecco che vediamo esemplificata la cosiddetta ‘profezia che si auto-avvera’: le aspettative che noi abbiamo di noi stessi e che gli altri hanno di noi finiscono per diventare realtà.
Sicuramente in alcuni casi, come in questo appena esposto, le aspettative degli altri hanno risultati proficui. Tuttavia, siamo sicuri che sia sempre così?
Potrebbe esservi capitato ad esempio, che vostra madre o vostro padre si aspettassero qualcosa di eccessivamente irrealistico da voi. In questo caso, i vostri genitori avevano delle aspettative positive nei vostri confronti, ma dato che quel traguardo era oggettivamente non raggiungibile perché irrealistico, non averlo raggiunto vi ha fatto sentire di aver fallito e di averli delusi.
Conseguenze ancora più drammatiche possono occorrere quando le aspettative sono negative ossia quando gli altri ci attribuiscono dei limiti che non abbiamo. Anche in questa ipotesi, purtroppo, potremmo essere influenzati da ciò che gli altri pensano di noi.
Pensateci un attimo. Sentiamo qualcuno che, spesso, ci ripete che non siamo in grado di poter fare qualcosa. Ad un certo punto, ci convinciamo di non poterla fare davvero ed ecco che non la facciamo…probabilmente, senza neanche aver mai provato.
È, facilmente, intuibile, quindi, che l’effetto Pigmalione può nascondere molti rischi. Per questo motivo conoscerlo e imparare a proteggersi dalle conseguenze più negative di questo fenomeno è davvero importante.
Innanzitutto, è fondamentale riuscire ad analizzare le aspettative che gli altri hanno su di noi, siano esse positive o negative e non farsi imprigionare da queste. Ricorda che non devi diventare quello che gli altri si aspettano da te e non devi ricoprire una “forma costruita” dagli altri.
Ciò che devi attingere è la rilevanza della fiducia che gli altri ripongono in te per spronarti a migliorare. Inoltre, imparare ad individuare quelle persone che non credono in noi e tengono a farcelo sapere può essere utile per allontanarle.
Infine, proviamo a pensare di poter migliorare sempre: siamo esseri in continuo divenire e trasformazione.
Adottare un atteggiamento propositivo nei nostri confronti è fondamentale per non restare imprigionati nell’idea fissa di noi stessi: le nostre stesse aspettative per la nostra persona possono spingerci a cambiare in meglio o a restare bloccati nei limiti che ci imponiamo.
A cura della
Dott.ssa Naomi Fusco
Con la supervisione del
TCE Therapy Center Corsi e Formazione
eDott. Elpidio Cecere
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