LA COLPA

La condizione di dispiacere e di conflitto interiore: come gestirla?

Ogni volta che ci sottraiamo al codice morale, inteso come regole di condotta, sistema di valori e credenze per essere accettati dalla società, si genera in noi un senso di colpa. Possiamo incorrere in conflitti interiori, ovvero avere desideri, impulsi chi si manifestano in modo contemporaneo e contraddittorio, dettati dal decidere cosa sia meglio fare.

 È meglio fare questa cosa oppure lasciare perdere?

Questa cosa è giusta oppure è sbagliata?

Cosa devo fare?

      Cosa è meglio fare?

Tutti questi interrogativi portano, inevitabilmente, ad una sorta di confusione mentale, talmente forte da non riuscire a venirne a capo.

Quando le nostre azioni non sono in linea con il nostro sistema di valori, sperimentiamo sensazioni di disagio e il senso di colpa si accompagna a sentimenti di inadeguatezza: l’umore si abbassa. Dunque, si possono avere pensieri depressivi, di natura ansiogena e, a livello somatico, si possono sperimentare disordini fisici.

 Nella vita di tutti i giorni, esistono delle situazioni dove il senso di colpa ci viene passato in maniera inconsapevole da altri.

Inevitabilmente, però, i conflitti posso provenire anche da noi stessi. Ecco alcuni esempi:

  • conflitto morale: sono i conflitti che hanno a che fare con l’etica personale;
  • conflitto sessuale: spesso, sono in correlazione ai conflitti morali;
  • conflitto d’amore: quando siamo totalmente invaghiti di una persona e nello stesso tempo siamo consapevoli che questa persona ci farà male; in questo caso, il conflitto d’amore si genera tra lo scegliere di restare con quella persona e amarla alle sue condizioni oppure scegliere sé stessi.
  • conflitto interpersonale: che si verifica quando si è soliti comportarsi in una determinata maniera ma poi emergono determinate circostanze, che portano a comportarti diversamente.

Tutto ciò che ci provoca sofferenza è la credenza assoluta ai nostri pensieri, senza neppure metterli in discussione. Purtroppo, i pensieri sono automatici e non possiamo avere il pieno controllo sugli stessi, però possiamo cambiarne il significato che ne attribuiamo. Questo lo possiamo realizzare solo attraverso noi stessi…e in che modo?

  1. classificare il senso di colpa e l’entità del danno arrecato;
  2. analizzare quale regola interiore si è trasgredito;
  3. guardare a lungo termine, quale sia la scelta più opportuna da fare;
  4. esaminare quali sono i pro e i contro facendo una scelta;
  5. considerare le priorità;
  6. comprendere cosa blocchi nel prendere una decisione finale;
  7.  scoprire se c’è un problema più profondo.

Per poter superare il senso di colpa, è indispensabile capire se sia, realmente, legato ad un danno recato o se sia dovuto al venir meno della nostra immagine ideale. È, inoltre, necessario ricordarsi che siamo umani e che, in quanto tali, possiamo sbagliare e avere dei limiti.

Accettando la nostra fallibilità saremo più indulgenti con noi stessi in caso di fallimento, riuscendo a circoscriverlo come episodio singolo e non come un totale dissesto che investe la persona in toto. In tal modo, il senso di colpa può essere ridimensionato.

A cura della:

Dott.ssa Laura Viscusi

Con la supervisione del:

TCE Therapy Center Corsi e Formazione

e

Dott. Elpidio Cecere

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