Acting out:
L’ importanza di esternare le emozioni
Viviamo in una società dove si tende, spesso, a dover giustificare ogni situazione, stato d’ animo e a sentirci costantemente in dovere di controllare ogni emozione che ci attraversa. Si ha quasi paura di esternare chi davvero si è per non dover far i conti con le parole, con gli sguardi di disapprovazione e giudicanti.
Le emozioni che ci attraversano, le sensazioni, gli stati d’ animo sono tutte cose che ci caratterizzano e che ci rendono umani, sensibili e persone emotive. Ma purtroppo, a volte, si tende a rifiutare si provare certe emozioni, specie le più spiacevoli e le più dolorose.
Tendiamo cosi a tenere tutto dentro, a reprimere, a sopportare e a pensare che si può andare avanti anche senza affrontarle certe cose. Ma poi ecco che basta un nulla perché quelle emozioni ritornano a farci visita, magari più forti, più rumorose di prima e ci sentiamo di avere ancora meno il controllo di noi stessi.
Molte volte siamo i peggiori giudici di noi stessi. Molto di frequente si associa la capacità di essere razionali, freddi, forti al maschile e la capacità di essere sensibili, emotivi ed empatici al femminile. Questa semplificazione non ci aiuta nel ragionamento, bisogna pensare ogni individuo come portatore di maschile e femminile in sé.
Vivere le emozioni senza fuggire da esse è una delle cose più difficili da fare, ma ci aiuta a riconoscere quello che proviamo, affrontarlo, accettarlo e lavorarci su. Questo ci permette di crescere, imparare a conoscerci di più e a renderci conto che siamo in grado di superarle, ma solo se impariamo a convivere con esse, a farle nostre e ad amarle per quello che sono, belle o meno belle.
Il punto di forza di ognuno di noi viene dalle cose meno piacevoli, più difficili, perché sono quelle su cui dobbiamo maggiormente lavorare. Esternare le emozioni ci rende consapevoli di quello che viviamo, di quello che ci accade e ci dà la possibilità di capire su cosa lavorare.
Un modo per attenuare gli stati emotivi negativi come la rabbia, consiste nell’esternalizzarli, parlandone con una persona fidata. L’esternalizzazione deve verificarsi idealmente appena lo stato emotivo negativo insorge, perché permette di ridurre la tensione. Esprime le proprie emozioni permette anche di attribuire un significato all’evento che le ha scatenate, riducendo la tendenza alla rimuginazione.
In alternativa è possibile utilizzare la strategia dell’acting-out, il cui termine deriva dall’inglese e significa letteralmente: passaggio all’atto o agito e consiste in qualcosa qualcosa di istintivo, che in qualche modo ci permette di tirare fuori le emozioni che si tende a reprimere, che si ha difficoltà ad esternare e ad accettare, tenendole dentro per sentirle più lontane e meno reali.
Praticamente si scarica la tensione interiore, che il soggetto percepisce come insopportabile verso l’esterno, fuori da sé. Ci sono varie forme di Acting out, urlare, negli ambienti adeguati, piangere, tutto ciò che implica l’esternazione di una emozione, bella o brutta che sia, al fine di riuscire a stare meglio.
Questa tecnica viene utilizzata per ogni situazione, da una difficoltà lavorativa alla separazione dal partner. Non esternare quello che si sente, concludendo, non fa altro che sovraccaricare di emozioni ancora più resistenti e ostili la nostra mente, fino al punto in cui non ne abbiamo più il controllo, ma, anzi, sono quelle stesse emozioni a prendere il controllo su di noi.
Bisogna imparare a non giudicare, ma soprattutto a non giudicare severamente se stessi e a esprimere esternamente le emozioni che si provano, perché può fare molto male, ma solo per stare bene dopo. Invece continuare a tenere tutto dentro, può solo essere peggio.
Infatti solo dando una definizione alle cose che ci accadono riusciamo a lavorarci, anche chiedendo aiuto a chi ha competenze in merito.
A cura della Dott.ssa Caracciolo Gabriella