LA VIOLENZA DOMESTICA:

QUANDO LE MURA DI CASA DIVENTANO UNA PRIGIONE.

La violenza domestica è un fenomeno diffuso in tutto il mondo che interessa uomini appartenenti a tutti i ceti economici, senza distinzione di età, razza o etnia. Un’indagine ISTAT (2006) condotta su un campione di 25.000 donne tra i 16 e i 70 anni evidenzia come 2 milioni di donne hanno subito violenza domestica dal partner attuale o da un ex e il 90% delle vittime non ha denunciato per paura o vergogna.

Nonostante i dati (ISTAT,2014) evidenziano una riduzione dal 13,3% all’ 11,3% rispetto al 2006, si continua a ascoltare ai telegiornali o leggere sui social media notizie inerenti alla violenza domestica. Tuttavia la violenza è un argomento molto delicato; sarebbe necessario sensibilizzare le persone per tentare di arginare e evitare il ricorso a tali comportamenti.

Per violenza domestica si intende “tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima (l’art. 3 della Convenzione di Instanbul,2011).

” Essa si manifesta in maniera subdola e segue un ciclo, definito spirale della violenza (Walker, 1979), che si articola in più fasi. La prima è la fase di crescita della tensione, in cui la donna cerca in tutti i modi di placare la tensione creatasi nella coppia, a causa di atteggiamenti scostanti e a un silenzio astioso dell’uomo. Segue la fase di maltrattamento. La violenza fisica procede gradualmente; si inizia con spintoni schiaffi, pugni, calci per arrivare all’ uso di oggetti contundenti o armi e alla violenza sessuale per sottolineare il proprio potere. L’ultima è la fase di luna di miele, in cui l’uomo, pentito, si dimostra attento e premuroso e ricorre a frequenti regali e promesse di “voler cambiare”.

L’uomo attribuisce la causa del suo comportamento a motivi esterni, come il lavoro, ma potrebbe accusare la donna di provocarlo o di aver compiuto azioni che giustifichino la sua aggressione. Tuttavia, la violenza si ripeterà e aumenterà d’intensità, tanto che la fase di luna di miele si ridurrà mentre le prime due diventeranno più frequenti.

L’uomo attribuisce la causa del suo comportamento a motivi esterni, come il lavoro, ma potrebbe accusare la donna di provocarlo o di aver compiuto azioni che giustifichino la sua aggressione. Tuttavia, la violenza si ripeterà e aumenterà d’intensità, tanto che la fase di luna di miele si ridurrà mentre le prime due diventeranno più frequenti.

La vittima può sentirsi dipendente dall’aggressore per motivi economici; può sentirsi isolata e senza possibilità di aiuto da parte degli altri; può aver paura che la decisione o il tentativo di interrompere il rapporto faccia scattare una violenza ancora più forte o temere ciò che l’aggressore farà dopo averlo lasciato (ad esempio, stalking o lesioni nei confronti dei figli, di familiari o dell’animale da compagnia che ha in casa); è ancora innamorata dell’aggressore; può ritenere che l’abuso possa essere una cosa normale (ad esempio per motivi culturali o legati all’educazione ricevuta).

La violenza può dunque presentare diverse forme ma cosa possiamo fare per intervenire? È possibile contattare il numero gratuito di pubblica utilità antiviolenza e stalking 1522 attivo 24 ore su 24 in tutta Italia, è multilingue ed è collegato direttamente alla rete dei Centri Antiviolenza vicino al domicilio della vittima. È possibile anche scaricare l’App 1522 per chattare direttamente con un’operatrice o l’App YOUPOL attraverso la quale è possibile segnalare in completo anonimato i reati di violenza domestica che verranno trasmessi automaticamente alla Polizia di Stato. Ricorda non esiste nessuna giustificazione alla violenza, che sia essa fisica o psicologica. Se senti di essere in pericolo non rimandare ma rivolgiti alle forze dell’ordine o a chi di competenza.

A cura delle Dott.sse Alberico Anna, De Filippo Martina e Verdoliva Sara

Commenta