ALIMENTAZIONE E SALUTE MENTALE

“Mens sana in corpore sano”

Una dieta adeguata aiuta a proteggere non solo la salute fisica ma anche la salute mentale, forse non ti sto dicendo nulla di nuova, d’altronde l’espressione latina “mens sana in corpore sano” è antichissima e sta proprio ad indicare che mente e corpo sono una coppia indivisibile: è dalla cura di sé, in tutte le sue forme che dipende il benessere globale della persona.

Mangiare cibi calorici stimola la produzione di endorfine, generando un’immediata sensazione di piacere e di soddisfazione nel breve termine, ma in realtà, questa sensazione è destinata a durare troppo poco e gli effetti nel lungo termine, sul nostro stato di salute fisico e mentale, sono molto negativi. Una cattiva alimentazione è la causa non solo di problemi fisici (obesità, malattie cardiocircolatorie, diabete ecc.), ma anche di disordini mentali, tra cui disturbi di ansia, disturbo bipolare e depressione. In termini di direzione della causalità, in diversi studi, il modello dietetico ha dimostrato di precedere l’insorgenza dei sintomi psichiatrici. Dunque, mente e corpo non vanno viste come due entità che interagiscono ma come una cosa sola.

Parallelamente, il modo in cui la persona sceglie di nutrirsi può essere considerato come indicativo della sua salute mentale, infatti, il funzionamento emotivo dell’uomo può influenzare l’aumento o la diminuzione della spinta ad alimentarsi. Il complesso ruolo sociale e psicologico che abbiamo associato all’alimentazione ha reso difficile distinguerla dalla sua importanza biologica. Per l’uomo alimentarsi non corrisponde solo alla soddisfazione di un bisogno primario di nutrizione, spesso andiamo oltre la sua importanza biologica, per utilizzarlo come mezzo di espressione fine a sé stesso, di fatto il nostro rapporto con il cibo nasconde significati diversi.

Mangiamo per convivialità, per riempire un vuoto emotivo, per tollerare emozioni troppo difficili da sopportate o anche per noia o solitudine. D’altra parte, invece, dominare l’istinto della fame è tipico, di chi, spinto dalla propria insicurezza, cerca di dimostrare a sé stesso di essere capace di prescindere da qualsiasi tipo di necessità. Il rapporto con il cibo assume quindi significati diversi che vanno dalla ricerca del piacere fino all’evitamento del dolore. Il cibo, in quest’ottica, diviene via d’uscita.

Negli ultimi dieci anni, ci è stato un incremento degli studi epidemiologici che indagano le relazioni tra modelli dietetici e stati mentali, questi studi hanno dimostrato che un’alimentazione povera di zuccheri, grassi e alimenti industriali è responsabile di un corretto funzionamento psicofisico, di un umore positivo e di migliori capacità cognitive. La correlazione positiva tra lo stato mentale e il consumo di cibi salutari come frutta e verdura ci dimostra che una corretta alimentazione può influenzare positivamente la nostra salute mentale. L’aderenza a modelli dietetici salutari può essere considerata quindi come un fattore di protezione che riduce il rischio di sviluppare sintomatologie legate al tono dell’umore.

Dunque, l’alimentazione è una componente fondamentale, che contribuisce ad un maggiore benessere psichico. Il grande filosofo Feuerbach affermava: “Siamo quello che mangiamo”, sembra essere proprio così: un corpo ben nutrito è alla base di un sano equilibrio mentre-corpo.

A cura della Dott.ssa Aurora Affatato

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