AUTISMO
Lo spettro autistico nell’ottica dell’inclusione
“Sogno che persone con disabilità non siano nominate solo come malati da curare e da assistere con angeli custodi. Voglio che siano persone incluse in nobili Comunità che a tutti sanno fare posto.” (Pier Carlo Morello).
L’autismo è un disturbo del neuro-sviluppo che in genere si manifesta con precocità, nei primi tre anni di vita, anche se molti bambini e ragazzi ad alto funzionamento arrivano a una diagnosi tardiva, a volte anche in età adulta. Può comportare gravi problemi nella capacità di comunicare, di entrare in relazione con le persone,di adattarsi all’ambiente, comportamenti ripetitivi e stereotipati e repertorio limitato d’interessi. I bambini con autismo, inoltre, hanno spesso una percezione sensoriale modificata e difficoltà di linguaggio. Ad ogni modo, l’autismo si presenta in maniera diversa da soggetto a soggetto e può essere molto difficile diagnosticarlo correttamente. I bambini con autismo hanno difficoltà ad elaborare correttamente le informazioni provenienti dal mondo esterno. Per questo motivo possono avere difficoltà di apprendimento che compromette il loro sviluppo emotivo e intellettivo.
L’autismo rientra,secondo i manuali diagnostici di classificazione internazionale DSM IV e l’ICD,“disturbi pervasivi dello sviluppo”; non è classificato come una malattia, ma è una sindrome (disturbi dello spettro autistico). I disturbi dello spettro autistico hanno sempre un effetto potenzialmente devastante sull’ inclusione sociale dei soggetti che ne sono affetti e delle loro famiglie. L’inclusione delle persone con disturbo dello spettro autistico dipende dal riconoscimento delle loro necessità specifiche, che sono qualitativamente diverse da altre necessità speciali, e richiedono una comprensione e approcci specifici.
Esiste una notevole differenza tra i concetti e i sistemi “integrazione” e “inclusione”. L’ integrazione è infatti il processo di adattamento della persona in difficoltà che viene aiutata ad adattarsi ad un contesto ordinario, mentre il concetto d’inclusione comporta che sia l’ambiente ad essere modificato per minimizzare le difficoltà che la persona con disabilità incontra in un contesto ordinario a lei non adatto e che la rende disabile. Quindi più che mettere in atto un processo d’integrazione, è più giusto parlare d’inclusione.
L’inclusione è da intendere come un percorso che ha come finalità la maturazione di esperienze significative di apprendimento e di vita sociale per tutti, con o senza disabilità. In ambito scolastico,gli elementi fondamentali per creare un ambiente inclusivo sono la Flessibilità dell’ambiente, in quanto l’allievo con autismo richiede notevoli adattamenti, e che il bambino si senta “accolto” nella classe.
È importante che ci sia una buona Organizzazione, ovvero che ci sia un giusto equilibrio tra tempo dedicato al lavoro individuale e tempo dedicato al lavoro con la classe o con un gruppo di compagni,che il bambino faccia il più possibile le stesse cose degli altri bambini; è importante che ci sia un Percorso Didattico Semplificato (utilizzare metodi di insegnamento alternativi: suddividere il compito in sequenze semplici; utilizzare il canale visivo per l’apprendimento, avvalendosi di schemi,tabelle e immagini; che vi sia un buon Personale Educativo; un Ambiente adatto alla realizzazione di nuove attività didattiche; l’Informazione ai compagni delle difficoltà dei bambini con disturbi dello spettro autistico favorendo l’accettazione della diversità.
E ciò che risulta davvero imprescindibile è riuscire a creare una rete funzionale tra scuola- famiglia e servizi socio- sanitari.
A cura della Dott.ssa De Filippo Martina.
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