EMARGINAZIONE ED INTEGRAZIONE SUI BANCHI DI SCUOLA.

Come arrivare all’inclusione?

La scuola è la nostra compagna di vita: fa i primi passi con noi, ci vede crescere, ci vede piccolini, ci prende per mano e ci accompagna fino a quando siamo grandi. Ci insegna a riflettere e ci fa conoscere il mondo nelle tante sfaccettature.

Ma siamo sicuri che nella vita di tutti la scuola sia sempre un’alleata? Purtroppo no, infatti, nelle scuole, da quelle elementari fino alle superiori, spesso, si verificano fatti di emarginazione e atti di bullismo. Alcuni di questi a volte sono diventati anche fatti di cronaca mentre altri non vengono alla luce perché ritenuti meno gravi, trattandosi di un bullismo più mascherato ma non per questo meno nocivo.

Quello della scuola è un periodo della vita molto lungo e importante, in cui si cresce, si fanno amicizie, si socializza.

Oppure, purtroppo, si sperimenta l’esclusione dal gruppo e gli scherni dei compagni. Non mancano, infatti, i ragazzi che nella loro carriera scolastica hanno subito emarginazione: può iniziare nei primi anni delle elementari con l’esclusione dai giochi o con prese in giro gratuite e senza senso.

Questi episodi, all’apparenza trascurabili, sono per un bambino delle grandi umiliazioni di cui, spesso, non ci si rende conto e che possono avere conseguenze sullo stato psicologico perché con gli anni gli fanno perdere sicurezza e autostima. In genere, questa situazione permane, in seguito, alle scuole medie e alle superiori. Può capitare che il bambino, ormai cresciuto, si chiuda nell’insicurezza, tenda a non credere più nel mondo e arrivi ad autoconvincersi di essere un diverso.

Cosa provoca l’emarginazione?

Una vita sociale distrutta e con mille problemi che ostacolano la creazione di un rapporto con le altre persone. Persa l’autostima si fanno salti mortali pur di essere accettati. Tentativi quasi sempre vani. La vita diventa come una montagna da scalare, sempre più ripida e irraggiungibile fino al punto di gettare la spugna, decidere di non lottare più e arrendersi all’evidenza.

Come si può costruire un sistema scolastico e sociale di inclusione?

L’inclusione è, semplicemente, mettere in relazione all’interno di un contesto e considerare un elemento in sintonia con altri elementi.

Essa è un processo in divenire e non si può considerare concluso in quanto, il cambiamento continuo che caratterizza la vita, porta in sé la necessità di nuovi adattamenti e la considerazione di nuove prospettive. Anche le relazioni all’interno della classe sono sempre alla ricerca di un’omeostasi e risentono della legge naturale del cambiamento. Dunque, non possiamo pensare ad un processo di inclusione concluso, ma sempre in divenire.

Una scuola inclusiva è una scuola aperta alla novità, al cambiamento e opera per il raggiungimento del massimo sviluppo umano e cognitivo dei propri alunni, è una scuola in continuo cambiamento per rispondere meglio alle esigenze di formazione degli alunni. Risalta, allora, il lavoro del docente competente che monitora il processo di apprendimento considerando ciò che ha funzionato come previsto e ciò (in termini di processo, di tempi, di proposte, di modalità comunicative) che per un alunno o alcuni alunni non ha funzionato bene cercando di apportare dei correttivi alla propria azione, in modo costante e proponendo azioni didattiche rispondenti ai bisogni di ciascun educando.

Le caratteristiche del lavoro inclusivo sono, quindi, quelle che porteranno tutti i membri del gruppo a trovare un loro spazio all’interno della proposta del docente.

L’inclusione si fonda sul riconoscimento di ogni allievo e sull’importanza dello sviluppo di ciascuno, sulla piena partecipazione di ognuno alla vita della scuola e sociale, secondo i principi sanciti dalla Costituzione italiana. Pertanto, i principi chiave dell’inclusione si possono riassumere in:

• accettazione delle diversità;

• considerazione dell’altro e valorizzazione di ciascuno;

• partecipazione attiva;

• lavoro collaborativo;

• capacità di far apprendere ad ogni allievo;

• promozione del cambiamento.

Una particolare attenzione da parte degli adulti dovrà essere posta all’accoglienza, alla sollecitazione dell’interesse e alla promozione della partecipazione valorizzando l’attività svolta. Il messaggio che deve arrivare ai ragazzi è che la conoscenza si costruisce insieme attraverso l’impegno individuale, la collaborazione di tutti, le capacità e le competenze di ognuno.

Insieme, condividendo e parlandone si possono raggiungere le vette più alte.

A cura di:

Dott.ssa Teresa Amoroso

Dott.ssa Antonella Raffone

Con la supervisione del:

TCE Therapy Center Corsi e Formazione

e

Dott. Elpidio Cecere

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