IL CAPRICCIO
LA MANIFESTAZIONE INCONTROLLATA
Il capriccio è un fenomeno relazionale, non esiste un capriccio senza una relazione. È la risposta del bambino a situazioni o emozioni difficili da gestire, è dunque il modo che il bambino ha per reagire alle difficoltà. Inoltre i capricci sono utili al bambino per testare le reazioni di chi gli sta intorno.
Grazie ai capricci i bambini capiscono cosa è funzionale e cosa no, li utilizzano come mezzo di comunicazione per trasmettere all’altro il loro disappunto ma anche per ottenere ciò che desiderano. Molto spesso il capriccio rappresenta anche una ricerca d’attenzione da parte del bimbo nei confronti del genitore, ecco perché i capricci sono maggiori nel contesto familiare rispetto a quello scolastico o ludico.
Inoltre, sono maggiori nei confronti della mamma perché è colei con la quale hanno più confidenza. Margot Sunderland ha individuato sei cause principali del capriccio: la stanchezza, la fame, la richiesta di aiuto per cause esterne, i bisogni di tipo psicologico, l’alto livello di stress dei genitori e la parte emozionale del cervello non ancora sviluppata.
Dunque è chiaro che il bambino attraverso i capricci invia dei messaggi a chi ha di fronte ma come dobbiamo comportarci? È importante non ignorarlo, concediamogli qualche minuto per sfogarsi un po’, smaltire la rabbia accumulata ed esprimere le sue emozioni. Lasciamo che il capriccio si attenui da se.
Bisogna però tener presente che accogliere non significa assecondare o cedere a quel capriccio, altrimenti il bambino capirà che fare i capricci è funzionale ad ottenere ciò che vuole e lo ripeterà sempre più spesso, in tal caso il bambino utilizzerà il capriccio come una sorta di ricatto nei confronti dell’altro e aumenterà di intensità fino a portare allo stremo chi ha di fronte accontentandolo nuovamente.
In alcuni casi è necessario frenare il capriccio con delle regole chiare e precise. È opportuno che il genitore o l’educatore utilizzino un tono serio e deciso, favorendo frasi brevi e dirette. I bambini hanno bisogno di pazienza ma allo stesso tempo hanno bisogno anche dei “NO” nel loro percorso di crescita.
Ciò serve loro per imparare ad affrontare la realtà e la frustrazione. I capricci sono quindi normali nel cammino di vita dell’infante ma quando le manifestazioni incontrollate di tali sentimenti e scatti di rabbia sono eccessive, esagerate, aggressive o troppo frequenti è opportuno chiedere aiuto ad un esperto, poiché potrebbero essere sintomo di un problema maggiore come un disagio nel rapporto con i genitori o di un disturbo oppositivo provocatorio.
In questi casi è meglio rivolgersi al pediatra o ad uno psicologo, il quale sarà in grado di consigliare l’approccio migliore per tali problematiche.
A cura della Dott.ssa Alberico Anna
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