L’AUTENTICITA’

La contrapposizione all’inautenticità

Sul tema dell’autenticità sono state spese, nel corso dei secoli, tante parole e pensieri. Filosofi, poeti, artisti di qualsiasi genere e, dalla sua nascita, anche la psicologia hanno affrontato questo tema, sviscerandone i diversi aspetti. Sicuramente, questo è un argomento molto profondo, complesso e che si presta bene a questa analisi sfaccettata, fatta da diverse prospettive.

Eppure, allo stesso tempo, sembra quasi che ancora non si sia arrivati ad un punto soddisfacente. Tanti sono, infatti, i pensieri che vengono delineati sull’essere autentici e, nell’ambito della psicologia, tante sono le ricerche empiriche che sono, attualmente, condotte.

Ma cosa significa, in concreto, essere autentici? Provando a dare una definizione semplice ma allo stesso tempo efficace di autenticità potremmo cominciare col dire che essere autentici significa vivere, quotidianamente, in conformità con i nostri valori, pensieri, esperienze, opinioni, comportarsi in maniera coerente con questi ultimi.

In sostanza, indica essere davvero se stessi, che per quanto possa sembrare, ad una riflessione superficiale, una cosa semplice da realizzare, in realtà non lo è affatto. Viviamo circondati costantemente da altre persone, le quali possono avere idee, pensieri e opinioni molto diversi dai nostri.

Potrebbe capitare ad ognuno di noi di ritrovarsi a dire e fare qualcosa che non è perfettamente in linea con quello che siamo. Perché accade? I motivi possono essere diversi.

Per esempio, potremmo trovarci a dover ridere a una battuta che non troviamo divertente fatta da un nostro superiore, oppure potremmo trovarci a dare approvazione per qualcosa che in realtà non ci piace. È abbastanza comune trovarsi in queste situazioni.

Sul palcoscenico sociale, a volte, ci sembra più importante preservare il rapporto con gli altri che quello con noi stessi. Riuscire ad ottenere e mantenere un certo livello sociale e la stima di tutti quelli che ci circondano sembra valere la conseguente rinuncia di una parte di noi stessi.

Eppure, essere autenticamente sé stessi è una delle forze umane più importanti. Infatti, non a caso, secondo alcune ricerche, non essere onesti con sé stessi, con i propri valori e con la propria identità causa nelle persone forme di stress come quelle che vengono generate da comportamenti disonesti verso gli altri.

In particolare, una ricerca condotta da tre Università prestigiose (Harvard, Columbia, Northwestern) ha dimostrato empiricamente che sentirsi inautentici, non onesti verso sé stessi comporta un costo psicologico per la persona e soprattutto produce sensazioni di immoralità e impurità.

Quando agiamo in modo incoerente rispetto al nostro vero Io ci sentiamo degli impostori e ci sentiamo impuri moralmente, come se avessimo violato noi stessi. Non a caso, questi stessi ricercatori, hanno anche dimostrato che in conseguenza a questa inautenticità, aumentano invece il desiderio di pulizia fisica e di mettere in atto comportamenti prosociali (Gino, Kouchaki & Galinsky; 2015).

Essere autentici e leali verso sé stessi è fondamentale ed è un aspetto considerevole del benessere psicologico della persona. Essere autentici, quindi, è vantaggioso per diversi motivi. Innanzitutto, porta una migliore resistenza allo stress e una migliore capacità di affrontare i problemi.

Sicuramente, essere sé stessi porta a una maggiore indipendenza e autostima. Ora, alla luce di queste considerazioni, forse, rinunciare a sé stessi per preservare le relazioni interpersonali non è una buona strategia, perché le persone autentiche sono anche quelle più in grado di instaurare relazioni significative e legami stretti. 

    A cura della

Dott.ssa Naomi Fusco

Con la supervisione del

TCE Therapy Center Corsi e Formazione

                                                                                                                    e

Dott. Elpidio Cecere

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