L’AUTOCRITICA: L’ESAME DEL PROPRIO ESSERE

Il termine autocritica si riferisce alla critica che rivolgiamo a noi stessi o al nostro operato. Spesso però siamo troppo severi nei nostri riguardi e ciò ci spinge a giudicarci negativamente soprattutto quando non otteniamo ciò che desideriamo.

L’autocritica ci spinge a raggiungere gli obiettivi ma non sempre è positiva, quando è eccessiva può diventare distruttiva per noi stessi e per gli altri. Ciò può generare molteplici emozioni come rabbia, vergogna, senso di colpa, tristezza, delusione e frustrazione. La rabbia che proviamo con l’autocritica è una rabbia rivolta prevalentemente verso se stessi ma può essere innescata da eventi esterni.

L’autocritica nasce da un dialogo interiore come reazione ad azioni altrui o eventi scatenanti che vengono vissuti come minacce. In una serie di studi Kelly McGoniagal della Stanford University ha dimostrato che l’autocritica è poco utile e molto distruttiva.

Dagli studi condotti su centinaia di persone è emerso che i soggetti con un alta tendenza all’autocritica ottenevano progressi più lentamente e avevano meno probabilità di raggiungere gli obiettivi prefissati come, la perdita di peso, miglioramento di prestazioni lavorative o accademiche.  

L’eccessiva autocritica può portare anche conseguenze gravi per la nostra salute mentale e fisica, inoltre può infierire anche sul nostro rapporto con gli altri poiché ci spinge a mettere in atto comportamenti inadeguati che a lungo andare possono compromettere il nostro mondo relazione ed emotivo.

Spinti dalle insicurezze, dalle paure e dalla voglia di superare le aspettative diventiamo noi stessi i nostri peggiori giudici. Ciò che ci spinge ad auto criticarci in modo eccessivo è la paura di non essere accettati dagli altri, la voglia di dimostrare agli altri che valiamo, perché noi essere umani siamo prima di tutto animali sociali e ciò è il motore che ci spinge a superare limiti, ad andare oltre e spesso ad essere troppo severi con noi stessi.

Dobbiamo imparare che nella vita ci sono i successi e ci sono i fallimenti, dobbiamo imparare che sbagliare non è sinonimo di inadeguatezza, ma che dagli sbagli si può imparare e si può migliorare. L’autocritica sana si focalizza sulla comprensione di come abbiamo sbagliato, l’autocritica distruttiva o eccessiva si focalizza solo su cosa abbiamo sbagliato e contribuisce alla nascita di problemi psicologici come depressione, ansia o disturbi di personalità.

Quando l’autocritica è eccessiva il tono che rivolgiamo a noi stessi è aggressivo e minaccioso e spesso comporta una svalutazione di noi stessi con frasi ripetitive come “non sei buono a nulla, non vali niente”.

L’autocritica deve essere sana, deve aiutarci a capire i nostri sbagli e deve figurarsi come la capacità di porci le giuste domande e non infierire sul nostro operato. Fare autocritica deve servire a conoscerci meglio e a ricavare il meglio da ogni situazione per crescere e migliorare giorno dopo giorno.

A cura della Dott.ssa Anna Alberico

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